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Nuovo testo unico di riforma dello sport: cosa cambia per le Società Sportive Dilettantistiche

Nuovo testo unico di riforma dello sport: cosa cambia per le Società Sportive Dilettantistiche

Sport

In data 9/07 la Presidenza del Consiglio del Ministri – Ufficio Sport ha diffuso la bozza della legge di riforma dello Sport, redatta ai sensi della legge delega 8 agosto 2019 n.86.

Si tratta di una prima bozza, che potrebbe essere oggetto di numerosi interventi correttivi, dalla quale emerge tutta la “vision” del provvedimento.

Cerchiamo di individuare i passaggi di maggiore interesse, dal punto di vista civilistico, tributario e giuslavoristico, per le società e associazioni sportive dilettantistiche.

La tempistica

La legge delega aveva previsto un termine di 12 mesi dall’entrata in vigore della stessa (31/08/2019) per l’emanazione di uno o più decreti legislativi per il riordino del CONI e della disciplina del settore.

Quindi il termine ordinario per l’emanazione del provvedimento scade il 31/08/2020, ma potrebbe slittare al 30/11/2020 a seguito della proroga generalizzata di tre mesi disposta in considerazione dell’emergenza Covid-19 per i decreti legislativi con termine in scadenza tra il 1 febbraio e il 31 agosto 2020.

Il ministro Spadafora ha ribadito la volontà di rispettare la scadenza originariamente prevista dalla legge delega.

La riforma dello sport è il frutto di un lavoro congiunto e di ascolto di tutti gli attori del settore, che siano le regioni, gli enti sportivi (Coni, Federazioni, Discipline e Enti di promozione), il mondo sportivo etc.

La prima novità è la definizione di sport

Nel testo è presente la definizione di “sport“, che consiste in “qualsiasi forma fisica fondata sul rispetto di regole codificate che, attraverso una partecipazione organizzata o non, ha per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli”.

I principali aspetti della riforma

Il primo aspetto della riforma è la Governance dello sport.

La governance sarà ridistribuita tra governo nazionale, CONI, le Federazioni e discipline associate e Sport e Salute SpA. Verrà inserito un limite di tre mandati per le cariche dirigenziali di FSN, DSA, EPS, stimolando un rinnovo della classe dirigente. Lo Stato dovrà esercitare il proprio indirizzo, gestire e destinare i fondi alle realtà sportive, circa 410 milioni di euro, rafforzando di conseguenza il ruolo del Ministero dello Sport.

Nell’ottica di uno snellimento amministrativo e burocratico di tutti gli adempimenti degli Enti sportivi, le altre novità introdotte dalle riforma dello sport riguardano:

  • l’eliminazione del Modello EAS;
  • la possibilità per le ASD costituite con atto notarile di acquisire personalità; giuridica attraverso l’iscrizione al “Registro delle attività sportive dilettantistiche“;
  • l’esenzione dall’obbligo di fattura elettronica per ASD/SSD iscritte al Registro CONI, che abbiano optato per l’adesione al regime 398/91 e che registrino incassi commerciali di ammontare non superiore a 65.000,00 euro;
  • l’esenzione dell’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi per le ASD/SSD iscritte al Registro CONI, i cui corrispettivi non superino i 30.000,00 euro in aggiunta alla necessità che la quota di proventi di carattere commerciale si mantenga al di sotto dei 65.000,00 euro.

Professioni sportive e rapporti di lavoro

Un punto importante sarà sui lavoratori sportivi, a cui andranno estese tutte le tutele e obblighi di ogni altro lavoratore (previdenza, assicurazione etc), tenendo conto delle peculiarità e dello stato attuale dello sport, con l’impegno di non creare eccessivi aggravi di spesa nei confronti di ASD, SSD e tutti gli altri organismi sportivi. Verranno garantite le stesse tutele ai lavoratori sportivi del mondo dilettantistico con norme contributive e fiscali.

Il lavoratore sportivo sarebbe da ricondurre, a seconda dei casi a:

  • rapporti di lavoro subordinato;
  • rapporti di lavoro autonomo (incluse collaborazioni coordinate e continuative);
  • prestazioni occasionali.

Il Registro CONI

Inoltre il Registro CONI potrebbe essere trasformato in “Registro delle attività sportive dilettantistiche“. La gestione resterebbe affidata al CONI in qualità di unico organismo certificatore dell’attività sportiva, con obbligo di disiscrizione per i sodalizi.

Infine viene normata la possibilità di una distribuzione parziale degli utili e verrà abolito il vincolo sportivo, che è quel rapporto giuridico che lega un giocatore a un club trovandosi obbligato a svolgere la propria attività agonistica esclusivamente con la società con cui si tessera e non potendo svincolarsi senza un accordo.

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Questo articolo è stato curato dal consulente Patrizio Viani e dal Managing Director Michela Turri.

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